Parafrasi “La Maga Circe”?

parafrsai dal verso 210 al verso 347…..poi dal verso 375 al verso 399…..grazie mille!!!

Answer 1

CIRCE
Allora divisi in due gruppi i tutti compagni forti schinieri (gambali),
e diedi un capo a ciascuno dei due gruppi;
ad un gruppo mi misi a capo io e all’altro misi a capo Euriloco.
Il gruppo che doveva partire per primo, viene estratto in un casco di bronzo che scuotemmo velocemente:
toccò al gruppo del coraggioso Euriloco.
Dunque partì assieme ad altri 22 compagni
piangenti; e lasciarono noi singhiozzanti.
Trovarono la casa di Circe in un vallone,
fatta di pietre lisce e ben in mostra. ( pur essendi al riparo, è ben visibile)
Intorno vi erano leoni e lupi di montagna,
che una volta erano uomini ma che Circe stregò.
Questi non si lanciarono sugli uomini,ma,
con le code li accarezzavano.
Come i cani che si stringono attorno al padrone quando torna a casa dal banchetto,
si sfregano perché porta sempre qualche boccone;
così intorno al gruppo, i lupi zampe veloci e i leoni si sfregano; i compagni allibirono a vedere quei mostri paurosi.
Si fermarono nell’atrio della casa della dea dalle trecce belle,
e sentivano Circe che dentro cantava dolcemente,
che tesseva la tela grande e immortale, come sono i lavori ( richiamo all’immortalità della dea)
delle dee, sottili, splendenti e graziosi.
Polite, capo dei valorosi, iniziò a parlare,
che era a me il più caro e il più accorto:
“Qui dentro una persona tesse
e canta soave, e tutto il paese la sente:
o è donna o è dea. Su, chiamiamola.”
Così disse e i suoi compagni chiamarono.
Subito lei uscì e aprì le porte splendenti
e li invitò, e tutti entrarono.
Ma Euriloco restò fuori perché temeva un inganno.
Li condusse a sedere sopra troni e divani
e per loro preparò un miscuglio
di cacio,di farina d’orzo e miele che versò nel vino di Prammo: ma univa nel vaso
veleni, perché si dimenticassero le loro terre di origine.
E appena , dopo averglielo dato, loro ne bevvero,
subito, con la bacchetta li toccò e li trasformò così in porci.
Essi avevano testa, setole voce e corpo
da maiale: solo la mente era umana.
Così li trasformò in suini, e a loro
diede ghiande di leccio e di quercia e cornioli
da mangiare, come fanno i maiali a terra che si rigirano.
Euriloco tornò indietro alla nera nave
a dar notizia dei compagni e a narrare la crudele storia.
Ma non riuscì a dire alcuna parola
dato che era sconvolto,i suoi occhi
erano piene di lacrime.
Ma quando gli altri chiesero a lui,
Euriloco finalmente degli altri raccontò la rovina:
“Andammo come dicesti in mezzo al querceto, Odisseo luminoso,
e in una valle trovammo la dimora bella,
fatta di pietre lisce in un luogo scoperto.
Dentro uno dea o una donna tesseva
e cantava soave. Essi gridarono e la chiamarono.
Subito lei uscì , aprì le porte splendenti
e ci invitò: entrarono tutti stoltamente.
Ma io rimasi fuori perché sospettavo un inganno.
E sono tuuti spariti, nessuno di loro
è riapparso; io rimasi a lungo seduto a spiare.2
Così diceva, e io allora la spada a borchie d’argento
sulla spalla gettai, era grande e bronzea, poi misi l’arco a tracolla;
e volevo sforzarlo a guidarmi per la stessa via.
Ma con le mani, le ginocchia mi afferrava e mi supplicava
singhiozzando e dicendo:
“ Non mi condurre, non voglio,alunno di Zeuz, lasciami!
so già che anche tu non tornerai, e non porterai a casa
nessuno dei compagni: piuttosto con questi compagni rimasti, fuggiamo
in fretta: possiamo, forse, ancora evitare il giorno della morte”.
Così diceva, ma io così ribattei :
“Euriloco, tu resta qui,
mangiando e bevendo vicino alla nera nave concava.
Io però vado, ho un dovere troppo grande”.
Così dicendo mi allontanai dal mare e dalla nave.
E quando, vagando per lunghe valli,
stavo per arrivare al gran palazzo di Circe ricca di veleni,
mi venne incontro Ermes verga d’orata,
mentre arrivavo alla casa, simile a un giovane eroe
a cui fiorisce la prima peluria, il dio aveva una bellissima giovinezza.
Mi prese per mano e disse:
“Dove stai andando da solo
per questi luoghi ignoti? I tuoi compagni sono chiusi a casa
di Circe come maiali in solide stalle.
E tu vieni qui per liberarli? Io ti dico
che neanche tu tornerai, ma resterai là con gli altri.
Dai, ti voglio liberare dai pericoli e salvarti.

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