Carmen Consoli “Narciso parole di burro”…qualcuno sa darmi una propria interpretazione di questa canzone?

Vorrei sapere più o meno quale è il significato di questa canzone…

Answer 1

secondo me parla di una relazione che lei ha con un “cattivo ragazzo”.un bello e seriale mentitore, per questo carmen parla di parole di burro(senza una vera consistenza,insomma)e narciso(xkè sa di essere bello) però a lei piace il suo atteggiamento(infatti dice ubriacami di ironia e sensualità) pur sapendo che lui le sta mentendo (raccontami le storie che ami inventare…le nuove esaltanti vittorie)
lei ha già capito il suo gioco(parole di burro nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni) cioè che lui vuole solo ammaliarla per possederla e poi lasciarla,ma questo le sta bene perchè in fondo anche lei non cerca altro,secondo me…(infatti dice ricoprimi di eleganti premure e sontuosità…. )

Answer 2

alla canzone ho dedicato una vera e propria analisi, pubblicata anche nel mio blog:
www.eugenetics.wordpress. com
Marzo 2004
Ci capita di ascoltare canzoni che, per qualche misterioso motivo, ci piacciono subito, a volte anche nel testo. Quando ciò accade vale la pena di cercare di capire il perchè. E’ il mio caso per la canzone “Parole di Burro” di Carmen Consoli, insieme all’altra: “L’ultimo Bacio” scelta da Muccino come canzone di chiusura del suo film omonimo.
Entrambe sono inserite nel suo album “Stato di necessità”, del gennaio 2000.
Ho saputo, poi, da un’intervista alla radio, che la Consoli scrive lei stessa i testi delle sue canzoni. La cosa mi fece piacere perchè in “Parole di burro” trovo importanti riferimenti all’idea che io ho della donna, che ora vado a descrivere. Musica, testi e stile del canto sono originali, la fanno distinguere dagli altri cantanti.
Parole Di Burro
Narciso, parole di burro,
si sciolgono sotto l’alito della passione.
Narciso, trasparenza e mistero
cospargimi di olio alle mandorle e vanità modellami…
Raccontami le storie che ami inventare spaventami.
Raccontami le nuove esaltanti vittorie.
Conquistami, inventami,
dammi un’altra identità;
stordiscimi, disarmami e infine colpisci;
abbracciami ed ubriacami,
di ironia e sensualità.
Narciso, parole di burro,
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni.
Narciso, sublime apparenza,
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità … ispirami.
Raccontami le storie che ami inventare, spaventami.
Raccontami le nuove esaltanti vittorie.
Conquistami, inventami,
dammi un’altra identità;
stordiscimi, disarmami e infine colpisci;
abbracciami ed ubriacami,
di ironia e sensualità …
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità
Conquistami … conquistami … conquistami …
Per me, il piacere di ascoltare una canzone, sta anzitutto nella musica. Il cantante, nella miscela che rende bella una canzone, può avere un’importanza essenziale, ma non sempre.
I miei giudizi sono certamente soggettivi, ma non devono finire in una rivista di critica musicale. Dopo la musica e il cantante, è il testo l’altra componente che rende bella una canzone. Ognuno di noi potrebbe portare degli esempi nei quali, ciascuna delle suddette componenti, in parte o tutte insieme, hanno determinato delle preferenze per una canzone piuttosto che per un’altra. Le gradazioni sono infinite e subentra anche il nostro stato d’animo nel determinare la canzone che preferiamo nel periodo di vita che stiamo vivendo.
Se una cantante mi piace posso perdonarle di non avere una voce perfetta, anzi, finisce per piacermi proprio quell’imperfezione, che ad altri cantanti non perdonerei. Della Consoli, ad eccezione delle canzoni citate, poco altro mi piace. L’ho ascoltata in qualche intervista, apprezzo il suo carattere. Anche per altri cantanti scelgo poche canzoni del loro repertorio, le altre le ignoro. Non sarò mai un fan, il cantante per me fa parte della canzone.
Torno a “Parole di Burro”. Le prime volte che ho ascoltato questa canzone, sono stato attratto dall’insieme: musica, cantante, testo.
Nella canzone, l’espressione vocale della Consoli è lamentosa, ma dolce, quasi disperata, di donna innamorata che ha scoperto l’amore di Narciso.
E’ possibile più d’una interpretazione su Narciso: come nome, come mito o come parte di sé (il proprio narcisismo). C’è poi un motivo per cui è stato scelto Narciso e non, poniamo, Renato (come in una canzone di Mina, anni sessanta)? Al momento voglio considerare Narciso come il mito che rappresenta: l’uomo amato che ama soprattutto se stesso, cioè qualcosa di esterno alla donna innamorata.
Ecco i primi versi:
Narciso, parole di burro,
si sciolgono sotto l’alito della passione.
Narciso trasparenza e mistero,
I versi fanno riferimento al mito greco di Narciso (trasparenza e mistero) deificazione di un carattere appartenente all’uomo, ma, più in generele, a qualsiasi essere vivente. Secondo la visione che ho io della vita, il narcisismo, non smisurato, è indispensabile per sopravvivere; o, quantomeno, fa vivere più a lungo.
Ella chiede qualcosa che Narciso non può darle: l’amore. Egli ama solo se stesso e, se mai decidesse d’amare, lo farebbe per poter dire che è capace di farlo.
In questi primi versi già si potrebbe intravedere uno dei motivi del successo della canzone: molte donne considerano i loro uomini dei Narciso e vorrebbero invece esser loro oggetto di passione per l’amato, come canta la Consoli.
Narciso rappresenta non l’equilibrato amore di sè, salutare, ma l’intensità estrema di questo carattere umano, al limite del patologico.
cospargimi di olio alle mandorle e vanità modellami…
La donna è certa che il suo uomo già sappia ciò che le farà piacere. Quando le donne dicono che gli uomini non sanno amare è perché sopravvalutano, rimanendo poi deluse, la loro capacità di intuire ciò che a loro fa piacere ricevere. Hanno vergogna a dichiararlo, è indisponente dare le “istruzioni per l’uso”. Vogliono essere amate ma non sanno neanche loro in cosa dovrebbe consistere l’amore.
Qualche rara volta capita loro proprio l’uomo che hanno sempre desiderato ma non riescono ad innamorarsene, spesso neanche si accorgono di lui. La storia è lunga, non bastano poche righe per dirla tutta.
Riprendo con il Narciso. In questi versi la “vanità” (saliente in Narciso) è virtù. Nell’amore la passione scaccia la morale e l’evanescenza è bellezza eterea.
“Modellami” altro carattere, spesso inconscio, frequente nella donna: desidera essere plasmata, trasfigurata dall’amore; è pronta a cambiare per l’uomo amato, vuole essere manipolata, “arata”, come la terra.
L’uomo timido, che è lì quasi ad attendere istruzioni, come un cicisbeo servente, non può avere alcun fascino per la donna, non se ne innamorerà, tutt’alpiù potrà fargli da mamma, quando sarà di buon’umore.
Raccontami le storie che ami inventare, spaventami,
raccontami le nuove esaltanti vittorie.
Conquistami, inventami,
dammi un’altra identità.
La donna vive l’eroismo dell’amato come fosse il proprio. Se una donna deve sacrificarsi per la carriera del marito, per amore è portata a farlo. Quando però i risultati non arrivano e l’uomo fallisce, lei non glielo perdonerà. Oggi le donne non vogliono correre più di questi rischi e preferiscono costruirsi una propria carriera.
“Spaventami”: la donna vuole provare emozioni quando sta col suo uomo, ecco dunque il piacere del divertimento con “le storie che ami inventare” (vuole ridere) ma anche il piacere di essere “terrificata” con le mirabolanti, pericolose (e fasulle) avventure di cui il suo uomo è capace. Non è necessario che l’uomo sia veramente un eroe, ella è pronta a credere alle sue bugie, fa parte del corteggiamento.
Con “conquistami, inventami, dammi un’altra identità” torniamo al concetto espresso, più sommessamente, nei primi versi della canzone (modellami). La donna diviene cosciente della propria identità con l’uomo amato. Ella è donna comunque ma scopre, con lui, la sua femminilità più profonda, prima ignota, la considera perciò un suo dono.
stordiscimi, disarmami e infine colpisci;
abbracciami ed ubriacami;
di ironia e sensualità.
Nonostante tutte le velleità femministe, la donna vuole qualcosa di speciale dal suo uomo: essere espugnata, conquistata. L’uomo non deve lasciarsi intimidire dalle resistenze dell’amata.
L’azione seduttiva dell’uomo, deve tendere alla scoperta della donna (l’altra identità) e non sprecata ad ammirare se stesso nell’azione (un aspetto del narcisismo).
Finalmente la donna vuol perdersi nelle sue braccia, stordita dalla passione (colpisci, cioè non indugiare oltre … questo è il momento!).
L’ironia sta per finzione, dissimulazione, necessaria nel gioco amoroso: saper uscire dall’autocontrollo per abbandonarsi al sentimento.
Narciso, parole di burro,
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni.
Narciso, sublime apparenza,
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità … ispirami…
Nel corteggiamento, la donna sa che le dolci espressioni amorose possono nascondere l’intenzione dell’uomo di avere i suoi favori, per il proprio piacere. Ecco, dunque, la sublime (poiché Narciso è un giovinetto di straordinaria bellezza) apparenza (perché non l’ama veramente). I rimanenti versi sono una preghiera a Narciso per esortarlo ad uscire dal suo egoismo, per amarla realmente.
Questa canzone non ricalca i soliti testi, fin troppo frusti, comuni a tutte le altre. In pochi versi la Consoli riesce ad esprimere concetti profondi ed importanti.
E’ il messaggio di una donna innamorata al suo uomo, lo invita ad uscire dal suo narcisismo, così che ella possa mostrarsi, al di là delle sue apparenti contraddizioni, nella sua interezza, nel momento dell’amore.
Giovanni

Answer 3

https://www.youtube. com/watch?v=JMoQFVirO0g

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